Non c'era nessun checkpoint, nessuna legittima difesa.
Nuovi dettagli sulla sparatoria contro la Sgrena e la morte dell’ufficiale italiano, Nicola Calipari, stanno generando notizie in inglese (questa, naturalmente, resta una notizia significativa in Italia).
Naomi Klein, giornalista indipendente, ha incontrato di recente la Sgrena, all’ospedale militare di Roma, ove è ancora ricoverata da quando è rientrata in Italia il 5 marzo. (Continua)
MILANO: COMUNE DEDICA PARCO A SERGIO RAMELLI A TRENT'ANNI DALLA MORTE DEL GIOVANE
I giardini tra le vie Bronzino e Pinturicchio in zona viale Abruzzi a Milano saranno dedicati a Sergio Ramelli.
La giunta ha accolto oggi la richiesta del consiglio di zona 3 di intitolare il parco alla memoria del giovane morto il 29 aprile 1975 dopo un agguato di un gruppo di militanti di estrema sinistra. (Continua)
Carceri turche: una enorme Guantanamo
«Se non ci fossero la resistenza e la disobbedienza dei detenuti politici non saremmo qui a parlare delle condizioni disumane nelle prigioni turche, non esisterebbe più il problema, visto che né i media internazionali né quelli suppostamente democratici turchi ne parlano mai.»
Ne è convinto Halil Ibrahim Sahin, un esponente dell'associazione dei prigionieri politici turchi Tayyad. (Continua)
Rapiti tre giornalisti romeni in Iraq
BUCAREST - Tre giornalisti romeni sono stati rapiti in Iraq.
Lo ha riferito il presidente della repubblica Traian Basescu, il quale ha annunciato per televisione di aver chiesto la collaborazione dei servizi segreti di paesi alleati per cercare di risolvere il caso. (Continua)
GIULIANA SGRENA NUOVE RIVELAZIONI SULL ATTACCO COSTATO LA VITA A NICOLA CALIPARI
Il giorno dopo il mancato omicidio di Giuliana Sgrena, Margaret Warner, conduttrice della PBS Public Broadcasting Service, la televisione pubblica statunitense, ndt] rivelò un dettaglio che è passato quasi inosservato.
Warner affermò che il checkpoint da cui si sparò a Giuliana Sgrena era stato installato solo 45 minuti prima del passaggio del veicolo in cui viaggiava.
Quaranta cinque minuti prima?
Perché? Anche il posizionamento del checkpoint è degno di sospetto, subito dopo una curva senza visuale a soli 700 metri dall'aeroporto, in un punto dove nessun posto di blocco era mai stato collocato prima. (Continua)
Privatizzazione e giro d'affari sulla tossicodipendenza
Una comunità di recupero per tossicodipendenti dentro le mura del carcere. Appaltata all’organizzazione della comunità di San Patrignano, primo caso in Italia di privatizzazione di una struttura penitenziaria.
E' il primo caso di una comunità terapeutica che, anziché liberare il detenuto tossicodipendente dalla prigione, ce lo chiude dentro. (Continua)
Guantanamo - Non dimenticate Murat Kurnaz

Murat Kurnaz, un turco nato e cresciuto in Germania, da tre anni marcisce a Guantanamo, senza che mai nei suoi confronti sia stato emesso un mandato di cattura od aperto un indagine per reati penali.
(Continua)Aldo Moro
Dopo 25 anni un testimone oculare che sta per morire di tumore affida al giudice Rosario Seracini delle immagini che riprenderebbero l’omicidio della scorta di Aldo Moro e il suo rapimento in via Fani.
(Continua)Comunicati delle brigate rosse
Comunicato n. 1
(16 marzo 1978)
Giovedì 16 marzo un nucleo armato delle Brigate Rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo ALDO MORO, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta di cinque agenti dei famigerati Corpi Speciali, è stata completamente annientata. Chi è ALDO MORO è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino ad oggi il gerarca più autorevole, il "teorico" e lo "stratega" indiscusso di quel regime democristiano che da trent'anni opprime il popolo italiano.
(Continua)Aldo Moro:discorso alla Camera sullo scandalo Lockheed
PRESIDENTE - PIETRO INGRAO. E' iscritto a parlare l'onorevole Aldo Moro. Ne ha facoltà.
MORO ALDO. Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevoli deputati, il mio compito è grandemente facilitato dalle molte cose illuminanti che sono state già dette. Io posso largamente rinviare ai tanti brillanti contributi che hanno chiarito quello che, per la tranquillità della nostra coscienza, meritava di essere messo a fuoco.Ringrazio questi colleghi ed anche quelli dell'opposto schieramento, per gli spunti che mi hanno offerto per una ragionevole ricostruzione.
(Continua)
Aldo Moro:la cosiddetta strategia della tensione e la strage di Piazza Fontana.
(Comm. Moro, 161; Comm. stragi, II 256-257; Numerazione tematica assente)
Mi rendo conto delle accuse rivoltemi. Per quanto riguarda la strategia della tensione, che per anni ha insanguinato l'Italia, pur senza conseguire i suoi obiettivi politici, non possono non rilevarsi, accanto a responsabilità che si collocano fuori dell'Italia, indulgenze e connivenze di organi dello Stato e della Democrazia Cristiana in alcuni suoi settori. (Continua)Aldo Moro:La riforma dei servizi segreti.
(Comm. Moro, 163; Comm. stragi II 270-274; Numerazione tematica 3)
La ristrutturazione dei servizi segreti fu posta dal Governo della non sfiducia sull'onda delle critiche e delle polemiche sul funzionamento dei servizi segreti del passato. Prima che uno scontro di persone, vi fu comprensibilmente uno scontro di amministrazioni; in definitiva tra l'ambiente militare che con i servizi segreti della difesa deteneva quasi il monopolio dell'informazione riservata ed il mondo della polizia che aveva avuto prima gli affari riservati e poi, dopo varie polemiche, i servizi di sicurezza, a base, in verità, più modesta. Si è oscillato per qualche tempo tra servizio unico e servizio plurimo. (Continua)Aldo Moro: I finanziamenti alla Democrazia Cristiana
(Comm. Moro, 164; Comm. stragi, II 275-276; Numerazione tematica 4)
La risposta è positiva. I finanziamenti alla D.C. (ma non solo ad essa) sono venuti, oltre che da sinceri estimatori ed amici, anche esercenti attività economiche, in genere dall'attività economicamente più prospera,quella industriale. (Continua)Aldo Moro:Il prestito all'Italia del Fondo monetario internazionale.
(Comm. Moro, 127; Comm. stragi, II 396-397; Numerazione tematica 5)
Il prestito fatto dal fondo monetario internazionale all'Italia era in negoziato da tempo e procedeva con grandi difficoltà. Le condizioni richieste al Governo, che io presiedevo con l'On. La Malfa, erano così onerose, da farne apparire non realistica l'accettazione in quella forma. I nostri successori accettarono modalità che a non lunga distanza di tempo apparvero irreali e dovettero essere, in un modo o nell'altro, modificate. (Continua)Aldo Moro: L'accordo per la formazione dell'ultimo governo Andreotti.
(Comm. stragi, II 127-130, Numerazione tematica 7)
L'accordo sull'ultimo governo è stato assai travagliato, com'è comprensibile. Esso nasce dallo stato di necessità creato sulla sciadelle affermazioni di La Malfa, dal Partito Comunista, quando ha dichiarato superato l'accordo a sei e richiesto una diretta ed impegnata partecipazione comunista (insieme ad altri partiti), per fronteggiare l'emergenza. A determinare questa situazione aveva contribuito, con l'aggravarsi obiettivo della situazione, la radunata a Roma dei metalmeccanici nel segno della sostituzione del Governo Andreotti. (Continua)