Delitti di Mafia

15/07/2008:Ucciso Salvatore Prestifilippo Cirimbolo, un allevatore colpito più volte da sicari in moto mentre si trovava seduto davanti l'ingresso di un bar a Catenanuova, in provincia di Enna.Un fratello della vittima fu assassinato 11 anni fa in un agguato di mafia. Secondo gli inquirenti potrebbe essere in corso una guerra tra cosche rivali.
18/05/2008:
Ucciso in un agguato a Catania con cinque colpi di Pistola calibro 775 Carmelo Monaco, in passato era stato denunciato per reati contro il patrimonio.
13/06/2007: Ucciso il boss mafioso Nicola Ingarao, aveva descritto il sistema del racket del pizzo. Il 18 ottobre a carico di Ingarao si sarebbe aperto il processo che scaturisce proprio dall’indagine «Gotha» e in cui sono imputate altre otto persone, tra le quali il deputato regionale di Forza Italia, Giovanni Mercadante, accusato di associazione mafiosa.
5/02/2000: Sant'Angelo Muxaro (AG) Due fratelli, Salvatore e Vincenzo Vaccaro Notte.
Aprono un impresa di pompe funebri al loro ritorno dalla Germania dove avevano lavorato per risparmiare dei soldi.  
I due rifiutano qualunque compromesso con un gruppo mafioso locale meglio conosciuto come "Cosca dei Pidocchi”. Vincenzo viene ucciso il 3 novembre 1999, suo fratello Salvatore il 5 febbraio 2000.
 (Continua)

Pensa

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato  (Continua)

Berlusconi e Marcello Dell'Utri parlano di Vittorio Mangano

Questa telefonata è stata intercettata dalla polizia nel 1983, la conversazione si svolge tra Berlusconi e Dell'Utri.

Silvio:Pronto?
Marcello: Pronto.
Silvio: Marcello!
Marcello: Eccomi!
Silvio: Allora, è Vittorio Mangano.
Marcello: Eh!
Silvio: …che succede se ha messo la bomba.
Marcello: Non mi dire!
Silvio: Sì.

 (Continua)

L’atmosfera dopo la morte di Falcone e Borsellino

Successero cose, vuol dire che la gente non ne poteva più, la gente siciliana voleva un cammino onesto e senza mafia. 100.000 mila persone confluirono in Piazza Politeama.
Obbligandolo a reagire il governo inviò 7 mila soldati per riprendere il controllo dell’isola. Il 15 gennaio 1993 la polizia arresta Totò Riina nel centro di Palermo dove il boss era sempre vissuto nei suoi 23 anni da ricercato.
Colpita la mafia sembrava prossima alla fine. (Continua)

Biografia del giudice Paolo Borsellino

 
Borsellino nasce a Palermo il 19/1/1940. La famiglia vive e vivrà in un quartiere borghese di Palermo: la Magione. Borsellino è molto attaccato a questo quartiere dove ha trascorso tutta la giovinezza. Ambedue i genitori erano farmacisti.
Al momento dello sbarco degli alleati in Sicilia la madre di Borsellino vieta ai figli di accettare qualsiasi dono dai soldati americani. "La Patria è sconfitta, i sacrifici sono stati inutili, non c’è da essere felici..." è una delle frasi della madre di Borsellino in quel momento.Queste vicende e i racconti di "Zio Ciccio", reduce della Campagna d’Africa, gli suscitano curiosità sulle vicende del periodo fascista, di cui la sua famiglia è stata protagonista. Anche il rapporto con i figli è molto forte. Cerca di proteggerli dalla realtà che è intorno a lui e, nello stesso tempo, di trasmettergli il proprio modo di essere e di agire.  (Continua)

Biografia di Giovanni Falcone

Nato a Palermo (via Castrofilippo) il 20 maggio 1939, da Arturo, direttore del Laboratorio chimico provinciale, e da Luisa Bentivegna, Giovanni Falcone conseguì la laurea in Giurisprudenza nell'Università di Palermo nell'anno 1961, discutendo con lode una tesi sull' "Istruzione probatoria in diritto amministrativo". Era stato prima, dal '54, allievo del Liceo classico "Umberto"; e quindi aveva compiuto una breve esperienza presso l'Accademia navale di Livorno. (Continua)

Io, Falcone, vi spiego cos'è la mafia

 

Articolo pubblicato sull'unità 

Il 31 maggio 1992, otto giorni dopo la strage di Capaci, il giudice Giovanni Falcone traccia con chiarezza un quadro dell'evoluzione di Cosa Nostra a partire dal dopoguerra e denuncia la sottovalutazione che, per molto tempo, ha caratterizzato l'approccio delle istituzioni al problema della mafia.

 (Continua)

di Giovanni Falcone

 

"Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande.
Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere."

"Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali e continue, vanno a camminare sulle gambe di altri uomini."

"E' bello morire per ciò in cui si crede; il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola"

Dichiarazioni di Giuffrè

Falcone e Borsellino capirono subito l'importanza tra casa nostra e il mondo imprenditoriale per la spartizione delle commesse pubbliche. Di fatto questa cosa diede un'accelerazione nell'ideazione delle stragi.
Secondo Giuffrè la strage di Borsellino è stata organizzata, al contrario di quella di Capaci personalmente da Bernardo Provenzano.
Dell'autobomba di Via D'amelio ancora oggi si sa pochissimo, neppure i nomi di tutti gli autori materiali dell'eccidio.

La strage di Capaci

 
Sono le 17,48 quando su una pista  dell'aeroporto   di Punta Raisi atterra un jet del  Sisde, un aereo dei servizi segreti partito dall'aeroporto romano di Ciampino alle ore 16,40.
Sopra c'è Giovanni Falcone con sua moglie Francesca. E sulla pista ci sono tre auto che lo aspettano. Una Croma marrone, una Croma bianca, una Croma azzurra. E' la sua scorta, erano stati raggruppati dal capo della mobile Arnaldo La Barbera. (Continua)

Borsellino: Intervista a 20 giorni dalla sua uccisione.

L’ultima intervista televisiva Paolo Borsellino la concesse a Lamberto Sposini, per il tg5, venti giorni prima di morire nella strage di via D’Amelio (19/7/1992) insieme con i cinque poliziotti della sua scorta. (Continua)

25 giugno 1992 ultimo intervento pubblico di Paolo Borsellino

Trascrizione dell'ultimo intervento pubblico di Paolo Borsellino

25 giugno 1992 nell'atrio della biblioteca comunale di Palermo, Paolo Borsellino ricorda la figura di Giovanni Falcone.
E' il suo ultimo intervento pubblico prima dell'attentato del 19 luglio 1992 in cui morì. (Continua)

Intervista a Borsellino 19 maggio 1992

Intervista rilasciata dal magistrato Paolo Borsellino il 19 Maggio 1992 al giornalista Jean Pierre Moscardo dell'Espresso

Tra queste centinaia di imputati ce n'è uno che ci interessa: tale Vittorio Mangano, lei l'ha conosciuto?

«Si, Vittorio Mangano l’ho conosciuto anche in periodo antecedente al maxiprocesso, e precisamente negli anni fra il'75 e l’80. Ricordo di avere istruito un procedimento che riguardava delle estorsioni fatte a carico di talune cliniche private palermitane e che presentavano una caratteristica particolare. Ai titolari di queste cliniche venivano inviati dei cartoni con una testa di cane mozzata.  (Continua)

Intervista a Paolo Borsellino 1 Giugno 1992 / 20 giugno 1992

 

Io voglio decisamente credere che la morte di Falcone sia un fatto così dirompente, così drammatico che riusciranno finalmente ad avere la forza di prendere una serie di decisioni ordinarie ma drastiche. (Continua)

Lezione sulla mafia 1989

Si dice quel politico era mafioso, quel politico è stato accusato di aver interessi però poi la magistratura non l’ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. (Continua)