Privatizzazione e giro d'affari sulla tossicodipendenza

Una comunità di recupero per tossicodipendenti dentro le mura del carcere. Appaltata all’organizzazione della comunità di San Patrignano, primo caso in Italia di privatizzazione di una struttura penitenziaria.
E' il primo caso di una comunità terapeutica che, anziché liberare il detenuto tossicodipendente dalla prigione, ce lo chiude dentro. (Continua)

Guantanamo - Non dimenticate Murat Kurnaz

Murat Kurnaz, un turco nato e cresciuto in Germania, da tre anni marcisce a Guantanamo, senza che mai nei suoi confronti sia stato emesso un mandato di cattura od aperto un indagine per reati penali.

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Aldo Moro

Dopo 25 anni un testimone oculare che sta per morire di tumore affida al giudice Rosario Seracini delle immagini che riprenderebbero l’omicidio della scorta di Aldo Moro e il suo rapimento in via Fani.

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Comunicati delle brigate rosse

Comunicato n. 1
(16 marzo 1978)

Giovedì 16 marzo un nucleo armato delle Brigate Rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo ALDO MORO, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta di cinque agenti dei famigerati Corpi Speciali, è stata completamente annientata. Chi è ALDO MORO è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino ad oggi il gerarca più autorevole, il "teorico" e lo "stratega" indiscusso di quel regime democristiano che da trent'anni opprime il popolo italiano.

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Aldo Moro:discorso alla Camera sullo scandalo Lockheed

PRESIDENTE - PIETRO INGRAO. E' iscritto a parlare l'onorevole Aldo Moro. Ne ha facoltà.

MORO ALDO. Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevoli deputati, il mio compito è grandemente facilitato dalle molte cose illuminanti che sono state già dette. Io posso largamente rinviare ai tanti brillanti contributi che hanno chiarito quello che, per la tranquillità della nostra coscienza, meritava di essere messo a fuoco.
Ringrazio questi colleghi ed anche quelli dell'opposto schieramento, per gli spunti che mi hanno offerto per una ragionevole ricostruzione.

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Aldo Moro:la cosiddetta strategia della tensione e la strage di Piazza Fontana.

(Comm. Moro, 161; Comm. stragi, II 256-257; Numerazione tematica assente)

Mi rendo conto delle accuse rivoltemi. Per quanto riguarda la strategia della tensione, che per anni ha insanguinato l'Italia, pur senza conseguire i suoi obiettivi politici, non possono non rilevarsi, accanto a responsabilità che si collocano fuori dell'Italia, indulgenze e connivenze di organi dello Stato e della Democrazia Cristiana in alcuni suoi settori.  (Continua)

Aldo Moro:La riforma dei servizi segreti.

(Comm. Moro, 163; Comm. stragi II 270-274; Numerazione tematica 3)

La ristrutturazione dei servizi segreti fu posta dal Governo della non sfiducia sull'onda delle critiche e delle polemiche sul funzionamento dei servizi segreti del passato. Prima che uno scontro di persone, vi fu comprensibilmente uno scontro di amministrazioni; in definitiva tra l'ambiente militare che con i servizi segreti della difesa deteneva quasi il monopolio dell'informazione riservata ed il mondo della polizia che aveva avuto prima gli affari riservati e poi, dopo varie polemiche, i servizi di sicurezza, a base, in verità, più modesta. Si è oscillato per qualche tempo tra servizio unico e servizio plurimo.  (Continua)

Aldo Moro: I finanziamenti alla Democrazia Cristiana

(Comm. Moro, 164; Comm. stragi, II 275-276; Numerazione tematica 4)

La risposta è positiva. I finanziamenti alla D.C. (ma non solo ad essa) sono venuti, oltre che da sinceri estimatori ed amici, anche esercenti attività economiche, in genere dall'attività economicamente più prospera,quella industriale. (Continua)

Aldo Moro:Il prestito all'Italia del Fondo monetario internazionale.

(Comm. Moro, 127; Comm. stragi, II 396-397; Numerazione tematica 5)

Il prestito fatto dal fondo monetario internazionale all'Italia era in negoziato da tempo e procedeva con grandi difficoltà. Le condizioni richieste al Governo, che io presiedevo con l'On. La Malfa, erano così onerose, da farne apparire non realistica l'accettazione in quella forma. I nostri successori accettarono modalità che a non lunga distanza di tempo apparvero irreali e dovettero essere, in un modo o nell'altro, modificate.  (Continua)

Aldo Moro: L'accordo per la formazione dell'ultimo governo Andreotti.

(Comm. stragi, II 127-130, Numerazione tematica 7)

L'accordo sull'ultimo governo è stato assai travagliato, com'è comprensibile. Esso nasce dallo stato di necessità creato sulla scia
delle affermazioni di La Malfa, dal Partito Comunista, quando ha dichiarato superato l'accordo a sei e richiesto una diretta ed impegnata partecipazione comunista (insieme ad altri partiti), per fronteggiare l'emergenza. A determinare questa situazione aveva contribuito, con l'aggravarsi obiettivo della situazione, la radunata a Roma dei metalmeccanici nel segno della sostituzione del Governo Andreotti.
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Milano- Genova attentato ai carabinieri

Quattro bombe artigianali sono state fatte esplodere nei pressi delle caserme dei carabinieri a Milano e a Genova. Non ci sono feriti, soltanto leggeri danni.
Le bombe, sia a Milano e sia a Genova, erano state nascoste dentro cassonetti dei rifiuti in prossimità delle caserme e fatte esplodere con un breve intervallo di tempo. (Continua)

Hariri è saltato in aria

L'esplosione mentre passava il corteo dell'ex premier Hariri
L'uomo politico libanese è morto con alcuni uomini della scorta. (Continua)

Armi di distruzione di massa in Iraq: erano motivo dell'attacco, non ne sono state trovate

La conclusione del capo degli ispettori Usa: «Saddam non aveva questi armamenti e non era in grado di svilupparli» (Continua)

I medici: il numero di morti a Falluja è in aumento

"E' veramente angosciante raccogliere morti da case distrutte, specialmente bambini. E' la più deprimente situazione in cui mi sono trovato da quando è iniziata la guerra", ha dichiarato a IRIN il dottor RAfa'ah al-Iyssaue, direttore del più gradne ospedale della città di Falluja, città situata a circa 60 km a ovest di Baghdad. (Continua)

"Le elezioni sono illegittime"

Quattro giurisperiti, appartenenti a quattro istituzioni diverse, ai quali Islamonline.net ha posto alcune domande per capire il senso di queste elezioni.
Si fa un gran parlare infatti dei dettagli tecnici ma si tralascia la sostanza: le elezioni hanno una qualche legittimità per il diritto internazionale? (Continua)